domenica 30 giugno 2013

CHIUSI I CANCELLI DELLA PISTA CICLABILE DEL FUSARO

Stasera i cancelli della pista ciclabile del Fusaro, quelli riaperti dal popolo, sono stati chiusi al pubblico. Dalle 21:30 alle 00:00 i cittadini sono impossibilitati ad accedere al percorso ciclo-pedonale. I due unici varchi agibili per l'accesso (quello da p.zza Rossini e l'altro dalla villa Vanvitelliana) sono occupati da due blocchi. Nel parco è presente la cassa dell'Ente Teatro Miseno (la cui meritoria azione per la diffusione di arte e cultura non è messa in discussione) che permette l'entrata in pista solo dietro il pagamento di un biglietto (pari a 10 euro). Cifra utile, così come annunciato dalla scaletta degli eventi estivi dell'associazione, per assistere allo spettacolo teatrale della rassegna.In piazza, invece, poche persone (la cui meritoria azione per la riapertura della pista non è messa in discussione), hanno chiuso i cancelli. Quelli riaperti un mese fa dalla spinta popolare. Alla base dell'interdizione vi sarebbe, così come detto presso ciò che resta del presidio cittadino, un accordo con l'ETM. Patto non noto e non condiviso con tutti coloro, dai singoli ai gruppi civici, che quotidianamente hanno dato il proprio contributo per la riapertura della pista del Fusaro. Molti dei quali, all'oscuro di tutto, sono stati informati dell'accordo al momento della chiusura. Un fatto gravissimo ed intollerabile. La cultura e l'aggregazione popolare non possono essere messi in contrapposizione. L'una non esclude l'altra. Possono e devono convivere. Chi ha deciso la chiusura di un bene pubblico, riconquistato dal popolo per il popolo? Chi si arroga il diritto di vietare l'acceso alla pista del popolo? Quale democratica assemblea sta decidendo le sorti di questo meraviglioso patrimonio. Chi sta gestendo la pista senza consultare tutti coloro che hanno riaperto i cancelli? La pista è stata conquistata da tutti. Non da pochi. E' un patrimonio collettivo.Gli unici padroni sono i cittadini. Intesi come comunità, senza deleghe. Nessun altro."Araprimm sti canciell", è un monito che deve valere anche stasera. Per sempre.
Josi Gerardo Della Ragione, giornalista Freebacoli libera informazione

DANCE IN MOTION!

«La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile»

Questa la suggestiva definizione di Carla Fracci, senza alcun dubbio una delle ballerine italiane più conosciute al mondo. La grande danza approda anche sulla nostra isola. A partire dal 1° e fino al 7 luglio, infatti, presso la Compagnia della Danza di Forio della maestra Barbara Castagliuolo, si svolgeranno degli stage: classico, passo a due, laboratorio di modern, modern contemporary, musical, hip-hop e video dance. I corsi verranno tenuti da artisti di calibro internazionale. Ugo Ranieri, dal 1987 primo ballerino della compagnia di balletto del Teatro San Carlo, il belga Guy De Bock, allievo del grande Rudolf Nureyev, e Fabrizio Paganini, direttore del Centro Studi Danza Paganini, cureranno i corsi di classico e passo a due. Emma Cianchi, docente di tecnica contemporanea e composizione coreografica, e Guy De Bock, invece, si occuperanno del laboratorio di modern e di modern contemporary. La sezione riguardante il musical verrà seguita dal maestro Paganini, mentre i corsi di hip hop e video dance vedranno la supervisione di Vittorio Migliaccio. L’evento terminerà con il Gran Galà del 7 luglio nel suggestivo scenario della Villa “La Colombaia”. F.C.

«BISOGNA CREARE LAVORO»

In seguito alle parole di Marco Venturi, incontriamo Francesco Pezzullo, presidente della Confesercenti Isola d’Ischia, che era presente all’assemblea nazionale accompagnato da una delegazione, formata dal direttore isolano Claudio Cigliano, dal delegato cittadino per il comune di Forio Mariarosaria D’Abundo, dal presidente FIBA Giuseppe La Franca e dal presidente dell’ANVA Luigi Monti. Pezzullo dichiara che, nel corso dell’assemblea elettiva nazionale, la delegazione ha potuto discutere sulle problematiche relative alla piccola e media impresa con il presidente nazionale Marco Venturi, riconfermato alla presidenza nazionale della Confesercenti.


Presidente, qual è l’attuale situazione della piccola e media impresa isolana?
«Oggi ormai sulla micro impresa e sulla crisi si sono spesi fiumi d’inchiostro. Adesso bisogna trovare la strada e non le scuse. È necessario rimboccarsi le maniche, essere uniti e lavorare tutti insieme per la rinascita della nostra isola».

In che modo, secondo lei, è possibile risollevare l’economia della nostra isola?
«Attraverso una seria e capillare programmazione turistica di tutti i comuni, uniti per il bene di tutta la collettività. Bisogna destagionalizzare per sfruttare al meglio le nostre risorse: mare, terme, enogastronomia e cultura. Intervenire sui trasporti marittimi e terrestri, in modo tale da renderli efficienti e meglio fruibili da cittadini e turisti. Aprire una finestra sulla costa laziale, intensificando i rapporti commerciali. Sarebbe possibile, inoltre, creare collegamenti tra Ischia e Torregaveta».

Quali idee, invece, per aiutare più nel concreto la PMI?
«Anzitutto, per aiutare concretamente la piccola e media impresa, è necessario permettere un più celere ed agevole accesso al credito. Infatti, con delle piccole somme (dai 10.000 ai 30.000 euro), sarebbe possibile salvare tantissime aziende, che invece oggi sono costrette a chiudere perché le banche concedono un “ombrello” fiscale durante la stagione estiva, per poi togliertelo all’inizio dell’inverno».

Nel corso del seminario Ischia job & opportunity, tenutosi lo scorso 10 giugno presso il Centro Congressi di Forio, si è parlato anche della grave piaga della disoccupazione femminile e giovanile: quali soluzioni possibili?
«Bisogna favorire l’interscambio informativo riservato alle imprese del commercio, dei servizi, del turismo e dell’artigianato, anche mediante incentivi concessi dai soggetti istituzionali per le assunzioni di personale dipendente e/o collaboratore. Fornire servizi di affiancamento e supporto alle imprese mediante una piattaforma di consulenza ed assistenza. Tutelare le imprese per la selezione di stagisti e tirocinanti mediante processi virtuosi anche in affiancamento formativo. Per qualsiasi informazione relativa a queste opportunità, è possibile rivolgersi alla sede Confesercenti Isola d’Ischia».

Quindi la Confesercenti si sta impegnando per tutelare le imprese isolane?
«Oggi le associazioni hanno il dovere di dare speranze alle PMI. Siamo l’anello di congiunzione tra le imprese, le Istituzioni e le banche, anche perché oggi il sistema creditizio è molto “abbottonato”, quindi le associazioni di categoria, con le proprie organizzazioni creditizie (Confidi), rappresentano un’opportunità importante per colmare il gap del rating, che è l’ostacolo più grande per le piccole e medie imprese  per l’ottenimento del credito».

In che modo intendete risolvere alla radice il sempre più diffuso problema degli ambulanti abusivi sul nostro territorio?
«Proprio in questi giorni abbiamo messo a protocollo una nota, inviata ai sei comuni e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, evidenziando che, con l’approssimarsi delle stagione estiva, è già ripreso sul territorio isolano il commercio ambulante abusivo. Tale fenomeno, com’è noto, è per vari motivi dannoso per l’economia dell’isola d’Ischia e per la fiscalità generale ed è contro ogni normativa amministrativa, fiscale ed igienico-sanitaria. Esso lede gravemente l’immagine dell’isola stessa agli occhi dei turisti e dei cittadini, creando un’illecita concorrenza agli operatori economici del territorio, che quotidianamente restano aperti in un periodo di crisi molto profonda».

Ecco i numeri che la Confesercenti ha raccolto in merito alle ingenti somme di denaro che, a causa del commercio abusivo, fuoriescono dall’isola.
100 (ambulanti) x € 200 (al giorno pro capite) = € 20.000
€ 20.000 x 30 (giorni) = € 600.000 (al mese)
€ 600.000 x 5 (mesi) = € 3.000.000 ca. portati via dal nostro territorio, senza pagare alcuna tassa.

È da precisare che la Confesercenti non è contro tutti, anzi essa più volte ha proposto l’individuazione di un luogo dove poter svolgere un mercatino etnico, per dare la possibilità a chi sta in regola di portare a casa il pane quotidiano. F.C. 

L’ITALIA PARLA IMPRESA

Durante l’assemblea elettiva della Confesercenti, tenutasi presso l’Auditorium della Musica di Roma il 19 giugno scorso, il presidente Marco Venturi, nella sua breve relazione, ha evidenziato le problematiche che hanno attanagliato le piccole e medie imprese nell’arco dell’ultimo quinquennio. «La pressione fiscale è sensibilmente aumentata, anche e soprattutto per le imprese. Il credito si è ridotto drasticamente nelle quantità ed è aumentato sensibilmente nei costi. Il Governo deve sostenere la ricapitalizzazione dei Confidi in modo da rendere più fluido e più consistente il finanziamento delle imprese. Il lavoro è diventato meno flessibile e la burocrazia, anche dopo la spending review, è rimasta la solita macchina “trita-imprese”». Venturi prosegue il suo intervento asserendo che l’economia illegale – che rappresenta l’11% del PIL, ovvero 174 miliardi – elude le tasse, facendo concorrenza sleale a quelle aziende che, invece, operano secondo le vigenti normative. Tutti questi fattori hanno ovviamente determinato, tra il 2008 e il 2013, la chiusura di circa 224.000 aziende. Per dare un’idea di quanto la situazione stia peggiorando, basti pensare che ogni giorno, nel nostro Paese, chiudono in media 5 negozi ortofrutticoli, 4 macellerie, 42 dell’abbigliamento, 43 ristoranti e 40 pubblici esercizi. Ad aggravare ulteriormente questo quadro sono anche il reddito degli italiani (che registra un calo di ben 238 miliardi) e il debito pubblico, per non parlare poi dell’aleatoria riforma del sistema pensionistico e della grave piaga della disoccupazione giovanile e femminile. Marco Venturi si augura anche che
«il nuovo Governo possa garantire, accanto alla necessaria stabilità politica, sviluppo economico, tenuta delle imprese, crescita dell’occupazione e riforme istituzionali. Abbiamo bisogno – aggiunge – di una vera riforma che riduca la pressione fiscale e valorizzi le imprese e il lavoro rispetto alle rendite ed ai patrimoni». Nel frattempo la Corte dei Conti avverte che il tasso di corruzione in Italia è drammaticamente aumentato: su 800 miliardi di spesa pubblica ne vengono sottratti 60. «Senza adeguati finanziamenti  alle piccole e medie imprese– prosegue il presidente della Confesercenti – si fermano gli investimenti e l’occupazione, aprendo la porta all’usura (…). Senza legalità (…) il nostro Mezzogiorno rimane sotto ricatto e l’intero Paese ne è condizionato». Il presidente Venturi, inoltre, avanza cinque proposte utili a risollevare le sorti di tutti quegli imprenditori che, a causa della grave recessione economica patita nel corso dell’ultimo lustro, hanno dovuto chiudere le proprie attività: il pagamento, da parte dello Stato, dei debiti contratti con le imprese; la riduzione delle sanzioni per ritardato pagamento di tributi regolarmente dichiarati; il contenimento di mora, interessi ed agio relativi al debito fiscale; lo stop al pignoramento della prima casa ed impignorabilità dell’immobile in cui opera l’impresa; prima la contestazione della legittimità dell’imposta, poi il pagamento della stessa. Il presidente Venturi, infine, ribadisce il suo duro no alla TARES e all’aumento dell’IVA, alle liberalizzazioni che distruggono le imprese e i nuclei urbani e alle sproporzionate sanzioni di Equitalia a carico di chi non dichiara o non può pagare. Esprime, invece, il suo favore riguardo alla detassazione e alla defiscalizzazione per la nuova occupazione per tre anni e alle nuove risorse ai Confidi e mini bond alle imprese con tutoraggio delle associazioni. «Coinvolgeremo le istituzioni a tutti i livelli, nazionali e territoriali. Ovviamente non ci limiteremo a proporre ed intorno a questi temi metteremo in modo l’intera Confederazione, le categorie ed il territorio. Ognuno farà la sua parte». Francesco Castaldi

venerdì 21 giugno 2013

NICOLELLA SI CANDIDA VICESINDACO

(da "Corriere dell'Isola", anno XVII, n° 24, 20-26 Giugno 2013)

PROCIDA, STOP ALLE RUSPE

Sentenza storica quella che è stata pronunciata dalla Corte Suprema di Cassazione nei giorni scorsi. Una decisione che sconfessa completamente quanto stabilito dalla Corte di Appello di Napoli che, di concerto con la Procura Generale, stava avviando tutte le procedure per rendere esecutiva la demolizione di una parte di un’abitazione procidana, la cui costruzione era stata precedentemente sanata attraverso l’ applicazione dell’art. 9. La decisione delle toghe capitoline è giunto in seguito al ricorso «manifestamente meritevole di accoglimento» presentato dal noto avvocato cassazionista ischitano Bruno Molinaro. Ecco, in estrema sintesi, le motivazioni della sentenza «La stessa ordinanza impugnata rileva che la ricorrente ha ottenuto una concessione edilizia in sanatoria basata sull’applicazione della legge regionale n. 10/2004, che all’articolo 9 stabilisce che i procedimenti in sanatoria derogano alle previsioni dell’articolo 32 legge 47/1985 (…). Non si tratta, quindi, di ipotesi di condono riconducibile all’articolo 32 legge 326/2003 (…). Quanto poi alla mancanza di parere paesaggistico, la giurisprudenza di questa Suprema Corte (…) ha chiarito che il divieto di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria (…) non è applicabile alle ipotesi in cui la sanatoria è prevista dalla normativa in tema di condono edilizio (…)». Nella serata di venerdì 14 giugno siamo riusciti a metterci in contatto telefonico con  Bruno Molinaro per meglio conoscere i dettagli di una sentenza davvero molto rilevante, non fosse altro per il delicato tema che essa va a disciplinare. L’avvocato Molinaro, che non nasconde affatto la propria soddisfazione per questa storica pronuncia della Suprema Corte, dichiara
«La Cassazione ha ritenuto opportuno annullare la demolizione di un’opera per la quale era stata rilasciata la concessione senza il parere paesaggistico, rispettando la procedura semplificata, di cui all’art. 9 della legge regionale n° 10/2004. La Corte da un lato ha annullato la demolizione poiché la concessione era stata rilasciata ed anche perché in Campania questa è una norma non sindacabile sotto alcun profilo, dall’altro ha bacchettato  la Corte di Appello di Napoli che aveva dichiarato che bisognava demolire quella costruzione. La Cassazione ha quindi annullato la demolizione, ordinando di rifare il processo davanti ad un’altra sezione della Corte di Appello di Napoli. Dalla motivazione emerge che la concessione, sia pure rilasciata con procedura semplificata, è intangibile perché regolarizza il bene, impedendone la demolizione». Molinaro aggiunge che sulla questione erano già intervenute altre pronunce della sezione distaccata del Tribunale di Napoli e che la sentenza, pronunciata dalla III sezione penale della Corte, pone fine ad ogni ulteriore polemica. L’avvocato esprime le sue considerazioni anche in merito alle critiche scaturite dopo la presentazione del ddl grillino «La proposta degli attivisti del Movimento 5 Stelle non è affatto un condono “mascherato”. Questa proposta di legge, così come è stata articolata, non estingue il reato penale, né incide in alcun modo sul reato edilizio, bensì esclusivamente sulla situazione amministrativa della demolizione. Questa è una differenza fondamentale rispetto al condono tipico, che prevede anche l’estinzione del reato: una volta pagata l’oblazione, infatti, il reato decade. La legge targata M5S, invece, non fa venir meno il reato, poiché una volta che il soggetto è stato condannato rimane tale. La legge che abbiamo proposto alla commissione della Camera dei Deputati  intende venire incontro al cittadino che, avendo fatto ammenda dei propri errori, effettui un “ravvedimento operoso”, presentando il progetto di un’opera che potrà essere eseguita in piena conformità con quanto è previsto dalle vigenti normative in materia di tutela ambientale». Francesco Castaldi

VIETTI «FAVORIRE SANZIONI ALTERNATIVE A DETENZIONE»

Venerdì 14 e sabato 15 giugno, presso la sala congressi dell’albergo “Regina Isabella” di Lacco  Ameno, si è svolto un importante convegno, avente ad oggetto “Crisi ed insolvenza delle società private e pubbliche”. L’evento, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli e di Palermo con il patrocinio del Comune di Lacco Ameno ed in collaborazione con la Sezione fallimentare del Tribunale di Napoli, ha visto la presenza dell’avv. Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Vietti, durante i lavori, ha presentato il suo nuovo volume “Facciamo Giustizia”, affiancato dal giornalista e vicedirettore del TG1 Gennaro Sangiuliano. Nel corso del suo intervento, Vietti ha evidenziato la necessità di «favorire un forte investimento nelle modalità di soluzione delle controversie alternative alla via giudiziaria» per quanto attiene il settore civile. Al tempo stesso è indispensabile comminare, in ambito penale, delle «sanzioni alternative alla detenzione» evitando, in questo modo, l’ostruzione del sistema. Il vicepresidente del CSM ha poi dichiarato all’Ansa, in merito alle demolizioni delle case abusive in seguito a sentenze penali passate in giudicato, che «Il nostro è un sistema per cui, per arrivare ad una sentenza penale passata in giudicato, ci vuole un tale sforzo e un tale tempo per cui credo che nessuno possa più chiedere tempi supplementari»
I lavori mattutini sono stati preceduti dai saluti di Carmine Monti, sindaco di Lacco Ameno, dal presidente dell’Assoforense Ischia, Gian Paolo Buono, e dal dott. Antonio Tuccillo, segretario ODCEC. Ed e proprio quest’ultimo a riassumere in poche battute le finalità del convegno «Abbiamo scelto quest’argomento perché riteniamo che il tempo della grande industrializzazione sia finito. Oggi l’impresa familiare, zoccolo duro dell’economia italiana, deve essere coltivata e supportata. Gli accordi di ristrutturazione, messi a disposizione dal legislatore, possono essere uno strumento per uscire dalla crisi, e andrebbero sfruttati nel migliore dei modi». Molto spazio è stato inoltre dedicato alla problematica della sezione distaccata di Ischia. L’avv. Gian Paolo Buono, a margine dell’evento, ha infatti dichiarato alla stampa «(…) siamo riusciti ad ottenere un incontro con il vicepresidente Vietti al quale sarà presente anche il Presidente del Tribunale. Speriamo di ottenere delle risposte positive». Francesco Castaldi